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Berthe Morisot, Bambina con il grembiule rosso, 1886 by Paulette



Mi piacerebbe ogni tanto, in questo piccolo spazio, parlare di donne artiste e del loro lavoro dal tocco singolare e unico e rivoluzionario anche se spesso sono state relegate in una posizione subordinata rispetto all’universo artistico maschile.


Berthe Morisot è certamente una donna ispiratrice per me: viveva lì, a Montmartre, proprio in quel periodo che così tanto mi affascina e incuriosisce.

Sicuramente è meno conosciuta dei suoi colleghi uomini ma, in certe tele, appare più geniale di loro. La storia dell'arte l’ha spesso dimenticata ma i suoi amici - Renoir, Degas, Monet, Cézanne, Mallarmé - l’amavano e la tenevano in gran conto, tanto da ritrarla in molti dipinti o ricordarla in scritti e poesie.

Nella storia, purtroppo, viene ricordata spesso solo come modella di Manet ma è giusto che finalmente venga evidenziato il suo valore di artista impressionista e la grande influenza che ha avuto su tutto il gruppo.

Figlia di un impiegato statale d'alto rango e pronipote di Fragonard, crebbe circondata da un'atmosfera colta e la sua propensione all’arte non fu mai ostacolata dalla famiglia.

Iniziò a dipingere quasi per gioco, intorno ai 16 anni, quando iniziò a prendere lezioni di pittura divenendo “la stramba, ma piena di talento, allieva di Corot.”

Nel 1864 partecipò al Salon ma era attratta da idee artistiche più progressiste che divennero predominanti dopo l'incontro con Manet nel 1868 (di cui sposò il fratello nel 1874)

Dal 1873 in poi espose solo alle mostre impressioniste, prendendo parte attivamente nella loro organizzazione.

La sua casa era il luogo d'incontro preferito dei pittori impressionisti e di scrittori e Berthe Morisot era l'unica presenza artistica femminile del gruppo.

Realizzò moltissime opere con diverse tecniche: “I suoi acquarelli sono accurati quanto le tele a olio e la sua produzione comprende disegni a pastello, incisioni a puntasecca e litografie e nonostante sia stata messa in ombra dai colleghi più celebri, gode meritatamente una grande fama.

Sembra che Manet le sia debitore della sperimentazione della tecnica all’aperto.”

Le sue scelte artistiche sono di grande originalità. È stata una pittrice dal tocco né delicato né vaporoso, ma energico e deciso, un tocco profondamente impressionista . I suoi quadri sono sorprendenti sia nei soggetti che nella tecnica.

La pennellata è veloce e mai leziosa e l’uso del colore veramente magistrale.

Non solo! L’artista conferma la sua originalità anche in una caratteristica spesso presente nelle sue opere: lascia i bordi della tela vergini, liberi dal colore o dalle immagini, consentendo al vuoto di entrare nel quadro. Questo vuoto così rappresentato non è dovuto all’indecisione, bensì al desiderio di catturare il momento, di “fissare qualcosa di ciò che passa” secondo la sua stessa affermazione . Così ci consegna un’immagine in sospeso, senza spazio né tempo, un’immagine che afferma la sua modernità e la pone sicuramente in una posizione ai vertici dell’arte impressionista.

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