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Emma Amos (1937-2020) La Signora dell’Arte Black by Paulette

Updated: Nov 2, 2020

Emma Amos nacque il 16 marzo del 1937 ad Atlanta in Georgia, in quell’America fortemente razzista e spesso violenta, lei che era, come amava sottolineare, un vero miscuglio di razze: un po’ africana, un po’ cherokee, un po’ irlandese e persino anche un po’ norvegese.

È stata l’artista di colore che più ha sfidato il sessismo e il razzismo nel mondo dell’arte con le sue opere dai colori accesi, con personaggi con la pelle dipinta in varie tonalità: opere in cui racconta la vita domestica della classe media nera o la condizione della donna esclusa dalla partecipazione alla società e relegata tra le mura domestiche; una donna che si mostra sempre pronta a spiccare il volo ma che spesso si trova in bilico tra un leggero galleggiamento aereo e un vorticoso precipitare nel vuoto ( che era, del resto, la sua condizione di artista donna e, per giunta, nera).

Cresciuta in una famiglia della classe media fu incoraggiata fin dall’inizio dai genitori a coltivare le sue aspirazioni artistiche.

Dopo aver studiato prima all’Antioch College e poi in Inghilterra tornò in America a New York dove iniziò la sua carriera artistica nel 1964, quando fu invitata, unica donna, ad unirsi al gruppo Spiral, formato da tutti artisti afroamericani.

In questo periodo nelle sue opere esalta sempre più i colori e realizza quadri vicini all’espressionismo astratto dove la figura fa capolino ogni tanto.

È dagli anni 70 in poi che però inizia a sperimentare e a realizzare quadri in cui i colori si combinano con le parole e i tessuti: spesso sono dei veri e propri collage dove la figura femminile e la sua condizione sociale sono portate in primo piano. Attraverso queste opere la Amos esprime le sue idee femministe (la Amos fece parte prima nel gruppo Guerrilla Girls e poi del collettivo femminista Heresies) e afferma la sua intenzione d’infrangere le regole non solo, come abbiamo visto, nella scelta dei soggetti, ma anche nell’uso dei mezzi per realizzarli, mezzi e tecniche sempre particolari ed atipici.

Interessante è l’attenzione dedicata alla riproduzione dei corpi con colori e tonalità sempre diverse ( diversità evidenti anche nelle parti di un solo stesso corpo): la Amos intende sopperire in questo modo ad un’anomalia artistica che vede alcuni artisti bianchi venire elogiati per aver raffigurato nelle opere personaggi di razze diverse (spesso per rendere le opere più accattivanti e provocatorie) mentre gli artisti neri si concentrano solo sulla razza nera limitando le loro possibilità di espressione.

Inoltre emerge un’altra differenza con molti altri artisti figurativi: non amava dipingere la figura nuda . Le piaceva dipingere figure vestite perché credeva che dipingere la figura nuda fosse sessista e che l'abbigliamento mostrasse cultura.

In definitiva possiamo inserire Emma Amos tra quegli artisti post-modernisti che per argomenti trattati e tecniche usate, non sono riconducibili ad una particolare corrente.

Come scrive Sharon Patton:

“La sequenza di dipinti [di Amos] è aneddotica, ma l'obiettivo di ciascuno è lo stesso: argomentare in modo costruttivo contro le norme nel campo dell'arte e della società. Le sue risposte sono reattive e riflessive; usa abilmente i suoi dipinti come mezzo per analizzare e valutare la produzione culturale, la paternità, il significato e il consumo. Amos è tipicamente postmoderna perché mette in discussione la validità delle tradizioni e delle istituzioni canoniche che per così tanto tempo sono state prevenute contro l'inclusione di donne e artisti di colore, in particolare neri.”


Tra le numerose opere realizzate da Emma Amos vorrei portare all’attenzione “Sandy and Her Husband" del 1973

È un dipinto particolare realizzato in un periodo in cui le immagini figurative di Amos si concentravano sul colore e sulla composizione. Ballando guancia a guancia con gli occhi chiusi, Amos raffigura una coppia persa nell’intensità del momento. È una scena romantica, ma la coppia non è del tutto sola. Amos si è inserita abilmente nel momento privato e domestico riproducendo il suo autoritratto. Un dipinto all'interno di un dipinto, "Flower Sniffer" è appeso al muro dietro la coppia.


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