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Félix Vallotton e i suoi tramonti by Paulette

Félix Vallotton è stato un pittore svizzero nato nel 1865 è morto nel 1924, un pittore che amo per la sua inquietudine e per la sua eterna ricerca sull’emozione e sul modo di esprimerla.

Nell’ultima parte della sua vita realizzò 44 dipinti dedicati al tramonto. Sicuramente era stato ispirato dai paesaggi visti durante i suoi frequenti viaggi, in quegli anni, in Normandia, quando la pittura era diventata per l’artista un vero e proprio rifugio dall’incubo del ricordo della Grande Guerra, in cui era stato combattente al fronte e dalla quale era ritornato fortemente provato.

Dipingere fu la sua cura e il suo sollievo: s’immergeva completamente nella contemplazione del paesaggio cercando di riportare sulla tela una più intima interpretazione di ciò che vedeva, il tutto con una tecnica ben precisa e studiata “rielaborando in maniera stilizzata, quasi astratta, schizzi e fotografie” che aveva realizzato precedentemente e utilizzando i colori in modo nuovo, trasfigurando completamente la realtà.

Questo modus operandi, era anche il risultato delle sue esperienze artistiche precedenti quali la grafica, l’illustrazione e la frequentazione con i pittori Nabis, dai quali apprese la stesura bidimensionale di campiture di colore.

Vallotton però, inquieto e insoddisfatto, non si fermò qui, continuò la sua ricerca con l’intento di liberare la pittura dal limitante ruolo di semplice riproduttrice del reale. Egli voleva soprattutto esprimere l’essenza dell’emozione: le fasce orizzontali di vario colore si caricarono allora di un valore lirico riproducendo non più il paesaggio in sé ma quanto, invece, avveniva nel suo animo e con “una tecnica pienamente acquisita e molto controllata”.

Diceva Vallotton: ”Vorrei ricostruire dei paesaggi giovandomi soltanto dell’emozione che mi hanno procurato, poche grandi linee evocatrici, un paio di particolari scelti senza nessuna preoccupazione di esattezza, d’ore o di luce”. Quindi pochi tratti per descrivere un’emozione, l’essenza dell’emozione, e creare un’opera che potesse essere il risultato del suo vissuto emotivo, la configurazione della “traccia emotiva lasciata dall’esperienza vissuta’.

Tre sono, quindi, gli elementi di partenza che possiamo individuare nella realizzazione di questi tramonti: il reale, l’esperienza e l’emozione che ne deriva. L’artista si concentra su poche linee, pochi tratti e pochi particolari scelti con cura, tralasciando ogni elemento che potesse dare prova di un’esattezza della visione: non c’è studio della luce di una determinata ora né uno studio atmosferico (come avrebbe fatto invece un pittore impressionista): solo l’essenza di un tramonto che travolge lo spettatore con l’onda delle emozioni vissute dall’artista.


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